Trust vs Fondo Patrimoniale 2026


Trust vs Fondo Patrimoniale 2026
Guida pratica per imprenditori Milanesi: differenze, costi reali e quale scegliere

Immagina di aver costruito la tua attività a Milano con anni di sacrifici: il negozio in via Torino, l’appartamento in Brera dove vive la famiglia, le quote della SRL a Rho. Poi arriva un creditore, un divorzio o un passaggio generazionale complicato… e rischi di perdere tutto. Trust e fondo patrimoniale sono i due strumenti più usati per evitare questo incubo. Ma quale è davvero il migliore per te nel 2026?

Te lo spieghiamo in modo chiaro, senza giri di parole, con tutti gli aggiornamenti della riforma fiscale (D.Lgs. 139/2024 e Circolare Agenzia Entrate 3/E del 16 aprile 2025). Alla fine troverai anche 8 FAQ che rispondono alle domande che mi fanno più spesso gli associati FenImprese Milano.

Il Fondo Patrimoniale: la soluzione semplice e “familiare”

Il fondo patrimoniale (artt. 167-171 del Codice Civile) è come una “cassaforte familiare” creata dai coniugi (o da un terzo) con atto notarile. I beni che ci metti dentro – tipicamente la casa, un altro immobile, l’auto o titoli – non cambiano proprietario, ma possono essere usati solo per i bisogni della famiglia: mutuo della casa, spese di mantenimento, studi dei figli.

La grande forza? I creditori personali che non c’entrano con la famiglia non possono toccare quei beni (art. 170 c.c.). È perfetto se vuoi proteggere velocemente la prima casa da debiti personali o professionali non legati alla famiglia. Costa poco (1.500-2.500 € una tantum) e non ha spese annuali.

Ma attenzione: dura finché dura il matrimonio (o fino alla maggiore età dell’ultimo figlio). Se divorzi o separi, il vincolo si scioglie. E non puoi metterci quote di società o denaro liquido.

Il Trust: lo strumento professionale e super-flessibile

Il trust è un meccanismo “all’inglese” riconosciuto in Italia dal 1992 (Convenzione dell’Aja). Tu (disponente) trasferisci beni di qualsiasi tipo – casa, quote SRL, conti correnti, azioni, perfino l’azienda – a un trustee (una persona di fiducia o una società fiduciaria professionale). Lui li gestisce secondo regole precise che scrivi tu, nell’interesse dei beneficiari (figli, moglie, o anche tu stesso in certi casi).

I beni in trust diventano un patrimonio separato: non entrano nel tuo fallimento, non si toccano in caso di divorzio e sono protetti da creditori personali. Puoi decidere durata (anche 90 anni), revocabilità, scopi (passaggio generazionale senza litigi, assistenza a un figlio disabile, gestione dell’azienda dopo di te).

È lo strumento preferito dagli imprenditori milanesi con patrimoni complessi proprio perché è incredibilmente flessibile e dà una protezione molto più forte.

Differenze pratiche a confronto (tabella 2026)

Caratteristica Fondo Patrimoniale Trust
Chi può farlo Solo coniugi Chiunque (single, divorziati, società…)
Beni che puoi inserire Solo immobili, auto, titoli Qualsiasi cosa (quote SRL, denaro, azienda…)
Protezione dai creditori Buona ma limitata ai debiti “non familiari” Molto elevata (segregazione totale)
Gestione Direttamente dai coniugi Trustee professionale indipendente
Durata Legata al matrimonio Decidi tu (fino a 90 anni o più)
Flessibilità Bassa Altissima (anche scopo aziendale o filantropico)

Costi reali nel 2026: confronto trasparente

Fondo patrimoniale: 1.500-2.500 € tutto compreso (notaio + imposte fisse di registro 200 € + bolli e trascrizioni). Zero costi ricorrenti.

Trust: costituzione 3.500-8.500 € (notaio, avvocato specializzato e atto). Poi gestione annua 2.000-10.000 € oppure 0,5-1,5% del patrimonio (dipende dal trustee). Sembra tanto, ma per patrimoni sopra i 500.000 € spesso conviene perché ti evita guai molto più costosi.

Fiscalità 2026 – Grazie alla riforma D.Lgs. 139/2024 e alla Circolare 3/E/2025, ora è chiarissimo: di default si paga l’imposta di successioni/donazioni solo “in uscita” (quando i beni vanno ai beneficiari), con aliquote 4-8% e franchigie. Puoi però optare per pagare “in entrata” al momento della costituzione. Questo dà una certezza enorme per la pianificazione.

Quando scegliere l’uno o l’altro?

Scegli il fondo patrimoniale se: sei sposato da tanto, hai un patrimonio semplice (soprattutto la prima casa), budget limitato e vuoi una tutela veloce e low-cost.

Scegli il trust se: hai quote societarie, figli minorenni o con disabilità, vuoi programmare il passaggio generazionale senza dividere subito l’azienda, operi a livello internazionale o semplicemente vuoi la protezione più forte possibile.

Molti nostri associati fanno entrambe le cose: fondo per la casa di famiglia e trust per l’azienda e gli investimenti.

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FAQ – Le domande più frequenti

1. Il trust protegge davvero dal fallimento dell’impresa?

Sì, se è irrevocabile e correttamente strutturato. I beni in trust non entrano nella massa fallimentare (salvo frode provata). È una delle protezioni più forti riconosciute dalla giurisprudenza.

2. Posso fare un trust se sono single o divorziato?

Assolutamente sì. A differenza del fondo patrimoniale, il trust non richiede matrimonio. È perfetto per single, vedovi o divorziati.

3. Quanto costa davvero un trust nel 2026?

Da 3.500 € per costituzione semplice fino a 8-10.000 € per strutture complesse. Poi gestione annua variabile. Per patrimoni importanti è un investimento che si ripaga da solo in sicurezza.

4. Il fondo patrimoniale basta per tutelare la prima casa?

Sì, è ottimo proprio per quello. Ma ricorda: non protegge da debiti familiari (es. mutuo casa) e finisce con il divorzio.

5. Dopo la riforma 2025 come funziona la tassazione?

Imposta solo in uscita (al trasferimento ai beneficiari) oppure, se opti, in entrata. La Circolare 3/E/2025 ha chiarito tutti i dubbi. Ora si pianifica con serenità.

6. Posso revocare un trust?

Dipende da come lo scrivi nell’atto: può essere revocabile o irrevocabile. La maggior parte degli imprenditori sceglie l’irrevocabile per avere massima protezione.

7. Trust o fondo patrimoniale per il passaggio generazionale?

Quasi sempre trust: puoi decidere esattamente chi prende cosa, quando e con quali condizioni, evitando liti tra fratelli.

8. Serve per forza un notaio?

Sì per entrambi, ma per il trust serve anche un avvocato esperto in pianificazione patrimoniale. FenImprese ti mette in contatto con i migliori di Milano.

Appuntamento da non perdere: FenConnect del 18 marzo 2026 – Focus sul Trust con un Notaio ospite!

Dopo aver letto questa guida, approfondiamo insieme il tema del Trust nel prossimo incontro FenConnect. Mercoledì 18 marzo 2026 avremo come ospite speciale un Notaio esperto in pianificazione patrimoniale e trust: parleremo di casi reali milanesi, errori da evitare, come strutturare un trust per la tua impresa e famiglia, aggiornamenti normativi post-riforma 2025 e tanto altro.

È l’occasione perfetta per chiarire i tuoi dubbi dal vivo, fare networking con altri imprenditori e professionisti, e portare a casa consigli pratici per proteggere il tuo patrimonio.

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Articolo aggiornato a febbraio 2026 – D.Lgs. 139/2024 e Circolare Agenzia Entrate n. 3/E del 16 aprile 2025